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Visualizzazione dei post da ottobre, 2014

Analizziamo la situazione.

Analizziamo la situazione: fa schifo uguale. No dai, non è vero.  Sto a Roma da 5 giorni e potrei già raccontare un sacco di cose. Vi potrei annoiare con le storie di me che mi perdo per le vie di roma, di me che sbaglio direzione della metro o di me che pago le cartine rizla 1€ a piazza Venezia. Ma no. Non lo farò. Devo studiare. Devo trovare un lavoro, una casa, dei coinquilini. Devo imparare a muovermi in questa città che sembra infinita. Devo smetterla di ossessionarmi il cervello. C'è un bel lavoro da fare.  C'è da chiedersi, sopratutto: perchè se ho cambiato città, vita, persone che frequento, certe cose non sono cambiate? C'è da chiedersi: queste cose cambieranno mai?  Quali cose poi? Quelle cose che ti impastano il cervello, che lo prendono e lo sbattono al muro manco fosse un attacca-stacca, di quelli che si trovano dentro al pacchetto delle patatine. E' pazzesco. E' ridicolo. E, alle volte, è spossante, noioso, patetico, stancante, ...

Oggi ho finalmente capito.

Mancano 15 ore. Mancano 15 ore e 12 minuti. Si ricomincia matty. Questa volta non volti semplicemente pagina, questa volta cambi completamente libro. Questa volta non vuoi perderti in chiacchiere. Questa volta vuoi vivertela e basta. Un'esperienza. Un'avventura. Un qualcosa che ti farà crescere. Una situazione che ti fa capire tante cose, sin da subito. Perchè è così. Perchè oggi hai capito. Perchè oggi HO capito. Finalmente ho capito. Ho capito che vuol dire fare una scelta. Non un semplice"vuoi la birra media o grande?", no. Una scelta vera, una di quelle che hanno la S maiuscola davanti. Ho capito che significa essere voluti bene. Ho capito che significa volere bene. Ho capito che adesso imparerò a capire cosa vuol dire sentire la mancanza. Ho capito che forse sarebbe ora di smetterla di dare tutto per scontato.  Oggi ho finalmente capito che sto crescendo.  Ed è già qualcosa.  M.

Telefonate lunghe settimane.

Il telefono squilla. Sarà almeno un mese che non ci si sente. Tu, come al solito, rispondi dopo infiniti secondi che a me sembrano ore. Tu, che di solito non rispondi e basta.. E mentre sento quel fastidioso ascolto ripetersi all'infinito penso: Ah, ma adesso mi sente: Poi il suono sta zitto. - Pronto? - .. - Pronto? - Ehi, ciao. - Ehilà, ciao! Ma come stai?? E mi annullo. E tutto quello che riesco a fare è rispondere alle tue domande. E tutto quello che riesco a dire è "Mi ha fatto piacere sentirti". E tutto quello che riesco a pensare mentre ti parlo è: Stiamo semplicemente parlando, ma anche solo questo, non me lo ricordavo così bello. Promettiamo di sentirci più spesso. "Oh, non facciamo che ci si perda di vista", ma entrambi [o almeno io] sappiamo [o almeno so] che non sarà così. Che passeranno settimane prima di risentirci ancora. Settimane in cui, la tua mancanza, mi porterà ad odiarti. Settimane che dimentico nello stesso istante in ...

1 Ottobre.

Di merda. Come ogni 1 ottobre. Come ogni 1 ottobre da due anni a questa parte. E' il tuo compleanno. Il tuo secondo compleanno nella quale io sto qua e tu stai la. Non voglio dire chi sei. Non voglio condividerti con gli altri. [La cosa che vorrei veramente è dimenticarti, dimenticarti una volta per tutte]. Uscire di casa e sentirmi libero, andare a letto senza sentire quel bisogno di augurarti, nella mia testa, la buonanotte. Voglio conoscere gente senza pensare "Eh ma non è la stessa cosa". Voglio conoscere gente per poter dire "Ehi, è anche meglio". Ma come potrebbe non essere meglio? Loro non mi farebbero mai quello che mi stai facendo tu. [Che poi, cos'è che mi stai facendo? Non stai facendo, ed è questo il punto]. Questo sarò l'unico post che non condividerò su twitter. Sarà l'unico post che la gente, se mai dovesse leggerlo, lo leggerà per sbaglio. Come te: uno sbaglio. 1 Ottobre. La voglia di odiarti con la paura di perder...