Un mazzo di chiavi.
Sono sul bus. La borsa pesa più del solito, non so se sono i cornetti che porto via dal bar, non so se è il libro che non sto riuscendo a finire, e non so nemmeno se è quell'ombrello che mi ha regalato mamma che non dovrei portare più dietro perchè "Oh, finalmente è arrivato il bel tempo".
E' vero, non piove quasi più, fuori di giorno c'è sole, non fa nemmeno così freddo, ma io l'ombrello me lo porto lo stesso che non si sa mai.
Allora infilo la mano, comincio a rovistare dentro la borsa e tocco le chiavi di casa. Sto arrivando alla fermata che mi interessa, le tiro fuori e aspetto che questo maledetto bus si fermi per farmi scendere. Chiudo la borsa e fisso le chiavi e penso.
Mi hanno detto che le chiavi e i soldi sono gli oggetti più sporchi in assoluto, eppure questo mazzo mi sembra così pulito.
Sono chiavi importanti, queste. Sono pezzi di metallo che racchiudono un nuovo, completamente diverso, inizio. Sono un sacco di cose, tutte insieme: sono una stanza enorme, sono un letto gigante che non riesco a riscaldare da solo, sono un armadio che non riesco a riempire, sono delle pareti che non riesco a personalizzare, sono prese della corrente che finalmente hanno aggiustato, sono dei piatti da lavare dopo ogni pasto, sono delle lavatrici da fare e dei pavimenti da pulire.
Sono legate da un portachiavi a forma di baffi, un portachiavi di cui non ho mai parlato a nessuno. Un portachiavi che mi fa imbestialire, che a volte è scomodo, che a volte guardo e penso "forse è il più bel portachiavi del mondo", che a volte vorrei buttare dalla finestra e urlare "Lasciami in pace, ti prego", che comunque sia sta la perchè il cerchietto che lo lega alle chiavi è troppo duro da sfilare.
E' un mazzo di chiavi che, negli ultimi 3 mesi, ha significato davvero tanto per me.
E' un mazzo di chiavi che mi sta cambiando, ma che mi fa restare comunque lo stesso di sempre.
E' un mazzo di chiavi che, non appena smetterò di pensare, tornerà ad essere quello che è: un semplice mazzo di chiavi che penzola dalla toppa della mia stanza.
M.
E' vero, non piove quasi più, fuori di giorno c'è sole, non fa nemmeno così freddo, ma io l'ombrello me lo porto lo stesso che non si sa mai.
Allora infilo la mano, comincio a rovistare dentro la borsa e tocco le chiavi di casa. Sto arrivando alla fermata che mi interessa, le tiro fuori e aspetto che questo maledetto bus si fermi per farmi scendere. Chiudo la borsa e fisso le chiavi e penso.
Mi hanno detto che le chiavi e i soldi sono gli oggetti più sporchi in assoluto, eppure questo mazzo mi sembra così pulito.
Sono chiavi importanti, queste. Sono pezzi di metallo che racchiudono un nuovo, completamente diverso, inizio. Sono un sacco di cose, tutte insieme: sono una stanza enorme, sono un letto gigante che non riesco a riscaldare da solo, sono un armadio che non riesco a riempire, sono delle pareti che non riesco a personalizzare, sono prese della corrente che finalmente hanno aggiustato, sono dei piatti da lavare dopo ogni pasto, sono delle lavatrici da fare e dei pavimenti da pulire.
Sono legate da un portachiavi a forma di baffi, un portachiavi di cui non ho mai parlato a nessuno. Un portachiavi che mi fa imbestialire, che a volte è scomodo, che a volte guardo e penso "forse è il più bel portachiavi del mondo", che a volte vorrei buttare dalla finestra e urlare "Lasciami in pace, ti prego", che comunque sia sta la perchè il cerchietto che lo lega alle chiavi è troppo duro da sfilare.
E' un mazzo di chiavi che, negli ultimi 3 mesi, ha significato davvero tanto per me.
E' un mazzo di chiavi che mi sta cambiando, ma che mi fa restare comunque lo stesso di sempre.
E' un mazzo di chiavi che, non appena smetterò di pensare, tornerà ad essere quello che è: un semplice mazzo di chiavi che penzola dalla toppa della mia stanza.
M.

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