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Lo specchietto dei Casamonica

Sono le 23.30. Sto camminando tranquillo dentro la mia lancia Ypslon lungo la corsia di sinistra di Via Ostiense. Sono al telefono con Valeria, parliamo di lavoro, tanto per cambiare. Mentre mi lamento sento qualcosa che sbatte sulla portiera della mia auto; guardo di scatto alla mia destra e, a parte un uomo dentro una grossa auto - lontano quanto? 1 metro e mezzo dalla mia macchina? - non vedo nulla. Continuo a camminare. L'uomo dentro l'auto si affianca e me e mi fa cenno di accostare insieme a lui, io lo seguo. Parcheggiamo entrambi sulla corsia di destra, mettiamo le doppie frecce e scendiamo dalle rispettive auto. Capisco subito che ho a che fare con un tipo strano, ma ascolto cosa ha da dirmi. - Ehi, hai sentito il botto? - Accidenti se l'ho sentito. Guardi penso sia stata qualche pietra che è schizzata sulle nostre auto, ma visto che nè la mia nè la sua si son fatte niente, direi che possiamo andare. - Nono, aspetta devo capire se hai fatto qualcosa alla mi...

Ossessiòne

Ossessióne  s. f. [dal lat.  obsessio  - onis  «assedio, occupazione», der. di  obsidere  «assediare»].   2.  In psichiatria, fenomeno patologico che si manifesta con la presenza, persistente o periodica, di una rappresentazione mentale, un impulso, un affetto, che la volontà non riesce a eliminare, e che risulta accompagnata da un sentimento sgradevole di ansia, paragonabile a quello di una minaccia incombente.  Ecco cosa dice la Treccani. Per fortuna non sapete cosa dice la mia testa. [ Ho sempre criticato mia madre per questa sua maledetta inclinazione all'ossessione. L'ossessione verso mio padre. L'ossessione verso i figli.] Ma si sa, la mela non cade mai troppo lontano dell'albero. M.

Un altro stupido flusso di coscienza.

Potrei partire con la frase: la verità è che non gli piaci abbastanza. Ma la verità che non piaci mai abbastanza a nessuno. O forse sei solo fatto male tu, che pensi continuamente che nessuno ti vuole. Che pensi continuamente di meritare di più. Mi è stato detto di avere pazienza, ma io credo che nelle relazioni non ho mai avuto nient'altro che una continua ricerca di pazienza da parte mia. E forse adesso basta. Forse adesso voglio solo qualcuno che abbia pazienza con me. Perchè diavolo devo dare 100 per ricevere 10? 5? 1? Perchè diavolo devo investire tanto di questo cuore per poi vederlo cadere a pezzi senza troppa preoccupazione? E' possibile che devo essere sempre l'unico che ci crede, che vuole risultare carino, leggero, dolce, per poi accontentarsi di raccogliere le briciole di situazioni che io stesso mi impegno di creare? Non me lo merito. No non me lo merito, maledizione. Io mi merito qualcuno che ogni tanto, dal nulla, mi scrive che gli manco. E io con...

Pazienza.

Oggi la parola chiave è Pazienza. Oggi il mio cervello si deve sforzare - e ce la deve fare - a pensare positivo. O almeno a non pensare negativo. O almeno a non pensare e basta. [Mi dici cosa ti ha fatto innamorare di lei?  - Matty non lo so. Ti potrei elencare i pregi, ma non sono quelli che m'hanno fatto innamorare di lei. L'ho capito perchè quando me lo sono chiesto non sono riuscita a darmi una risposta. Al primo sentimento irrazionale, al primo pensiero che diceva "Ma perchè lo fai? Perchè mi piace e basta", lì ho capito di essere innamorata] Oggi la parola chiave è Pazienza. M.

A volte non capisco

A volte non capisco. A volte non capisco più volte di un semplice "a volte". A volte mi interessa, a volte no. A volte cerco una soluzione, a volte spero questa si palesi da sola. A volte non ci penso e basta, a mi soffermo ore e ore. A volte non capisco, ed entro in paranoia. A volte non capisco, e mi fumo una sigaretta. A volte non capisco se sono solo stanco o se sono solo stanco di capire. A volte non capisco. A volte non capisco più volte di un semplice "a volte". M.

È che non sono mai abbastanza

Te ne andrai anche tu. Se ne vanno tutti,alla fine. Dite che volete proteggermi, che non volete alla fine mi faccia male. Non capite che già così mi fate male, prima ancora di farmi arrivare al punto di rottura. Tanto te ne andrai anche tu. E io mi farò male. Di nuovo.

Sono felice perchè oggi ho fatto 22 anni.

Due ore e mezza fa ho fatto 22 anni. E' un po' che non scrivo su questo blog, ma oggi, a 22 anni, ho deciso di ricordare . E' vero, sono passate solo due ore da quando sono diventato più grande di due ore, ma due ore è un sacco di tempo per far succedere le cose. [Non così tante da prendere un aereo, scendere in sicilia, baciare fortissimo mamma, festeggiare con fratello, e tornare a Roma] Per esempio al bar dove lavoro, al che odio, al bar che amo, al bar che mi ha fatto perdere un sacco di bus notturni, al bar che mi permette di vivere a Roma, al bar che mi ha fatto conoscere un sacco di BELLE persone, al bar che mi ha fatto litigare con gente che sta ancora nelle caverne a pulirsi il culo con le pigne, insomma a quel  bar, oggi un sacco di clienti  amici hanno aspettato con me la mezzanotte per stappare una bottiglia di spumante, tanti auguri, due foto e un dolcissimo "Matty bello, noi adesso andiamo che domani si lavora. Ancora tanti auguri. Ti vogliamo bene...