Un ferragosto da Liceo.
Stavo abbozzando la situazione su twitter, ma poi ho pensato: perchè non farlo direttamente sul blog, senza rompere le palle ai follower disinteressati?
Stavo giusto parlando della differenza tra il ferragosto di oggi e il ferragosto dei tempi del Liceo.
Quello si che era una vera figata. Mi ricordo che ci si riuniva tutti insieme il 13 agosto, in piazzetta, col motorino, ognuno con una tipa seduta dietro, e si parlava di cosa si sarebbe fatto il giorno dopo.
-"Allora raga, Usciamo 5€ a testa e facciamo la spesa"
-"Oh raga compriamo troppo alcol e ci ubriaco come le pezze"
-"Ma sei pazzo? Chi lo tiene poi??".
Erano un po' questi i discorsi. Mi ricordo, in particolare, il ferragosto tra il 2° anno e il 3°. La comitiva non era più solida come ai tempi delle medie e per tanto ognuno, col suo piccolo gruppetto di 5/6 persone, si organizzava come meglio credeva. Io stavo coi miei migliori amici ed eravamo organizzatissimi. Avevamo comprato una confezione di birra (La 3Horses, quella dell'ARD a 0.10€ a lattina. Era piscio, non birra), circa 10/15 bottiglie di Bacardi, patatine come se fossero quelle la nostra cena e ognuno poi si portava il panino che, ovviamente, la propria madre gli preparava.
E' stata una roba veramente assurda: alle 15.00 eravamo già in spiaggia, sotto il sole cocente, a fare i turni perchè "Oh raga, ci sarà un bordello. Dobbiamo prenderci lo spazio di spiaggia che ci serve. RECINTARLO", e giù coi paletti e la corda per delineare il nostro territorio. Ogni ora cambiava il gruppetto che faceva da controllore fino a quando, alle 20.00, ci riunimmo tutti e cominciammo a "festeggiare". E' comunque un bel ricordo. Era fantastico, non si faceva niente di che. Ci si sentiva fighi perchè era notte, si era soli in spiaggia, con le birre, le sigarette fumate di nascosto e qualche giornaletto porno. Avevamo anche le tende, nascoste sotto la sabbia perchè "Raga se qua arriva la polizia ci fa la multa". Ahh il coraggio. Quanto mi manca.
E insomma, oggi, invece è tutto diverso. Si è più grandi, ci si organizza all'ultimo, nonostante si facciano sempre le stesse cose. Sostanzialmente penso che, a rendere meno magica l'atmosfera è la sensazione che niente più dobbiamo fare di nascosto. Ormai non abbiamo bisogno di nascondere l'alcol sotto il letto, o le sigarette dentro la borsa del mare avvolte nel telo spiaggia. Ormai è un po' tutto scontato; ti va di bere? Lo fai. Ti va di fumare? Lo fai senza la paura di essere scoperto da nessuno.
E' questo a cambiare le cose.
E' sempre così: più sei libero di fare qualcosa, meno sarà entusiasmante farlo. E' il senso di "proibito" che, secondo me, ci fa desiderare; che rende le cose più semplici e banali, estremamente eccitanti.
Ma non significa forse questo, crescere?
M.
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